Giunti al termine di questo percorso ne rimango davvero positivamente colpita.
Ho iniziato questo blog da un luogo prescelto da me, Ponti tibetani di Cesana-Claviere. Alcune ricerche relative al luogo, i miti, le storie e le cose non sono sempre state semplici, ma sicuramente mi hanno aperto ad un mondo finora sconosciuto.
Scoprire come dei ponti come questi, ricoprano dei luoghi citati da alcuni libri per la loro bellezza, dove la natura fa da sfondo principale; luoghi che hanno anche ispirato film; luoghi che mi hanno portata a focalizzarmi su una cosa specifica: il casco.
Quest'ultimo non è sempre esistito come puro oggetto per la protezione del nostro cranio, fu dopo tragici incidenti che ci si rese conto che fosse necessario qualcosa che ci proteggesse e ben subito il casco fu brevettato e diventò di uso comune per lavoro o sport. Ciò, però, ha portato alla necessità di poter catalogare i diversi tipi di caschi per i diversi utilizzi.
Quando questo viene realizzato due sono le cose principali da tener conto: materiali utilizzati e composizione delle varie parti; ovviamente, però, per poter essere utilizzato ogni casco deve superare un test di omologazione che dimostri la sua buona funzionalità.
Svolgendo le varie ricerche, è stato curioso scoprire diverse storie, utilizzi, concezioni del passato e del futuro; la prima cosa, però, necessaria da stilare è stata una mappa concettuale che rendesse chiaro come l'oggetto si utilizza nel mondo che ci circonda. Il casco, inoltre,può anche trovarsi in ambiti di non immediata connessione: dalla musica, ai fumetti, alla letteratura, al cinema, alla cucina, all' arte; citando quest'ultima, inoltre, sono riuscita a delimitare anche una sorta di museo del casco, dove poter esporre cronologicamente la storia dello stesso.
L'oggetto, richiama, intuitivamente a diversi altri concetti, portando con sè anche un importante simbologia e numerologia; ed inoltre, parlando di persone, realmente esistite, mi è venuto in mente come protagonista che potesse al meglio rappresentare l'oggetto Valentino Rossi.
Facendo, invece, un discorso relativo alla quotidianità, inizialmente, mi è stato difficile immaginare la cosa in casa, fino a quando ricordi di quando vivevo ancora in Calabria non sono mi sono ritornati in mente; non sempre, infatti, l'utilizzo dell'oggetto è unico.
Per completare lo studio sul casco, inoltre, è stato necessario far riferimento anche ai francobolli e tracciare un abecedario del casco.
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giovedì 16 gennaio 2020
martedì 5 novembre 2019
STEP #08: LA COSA
IL CASCO
La mia scelta sulla "cosa" tra quelle precedentemente descritte è il casco. A mio parere è veramente l'oggetto più importante dell'esperienza che si vive sul ponte tibetano insieme, ovviamente, alla fune che leghiamo intorno alla vita per la nostra sicurezza.
L'esperienza al Ponte Tibetano Cesana-Claviere è stata forse una delle esperienze più entusiasmanti della mia vita: essere sospesi nel vuoto percorrendo tutto il percorso dà un grandissimo senso di libertà e leggerezza.
Il casco, ovviamente, è indispensabile!
Non è mai successo, per quanto ne so, ma ovviamente potrebbe succedere che per qualsiasi tipo di motivo le cose non vadano come previsto, quest'oggetto diventerebbe veramente stra-necessario.
STEP #07: UN FILM
THE MILKY WAY
The Milky Way diretto da Luigi D’Alife è un film organizzato tramite crowd-funding che narra del territorio tra Italia e Francia e le rotte di emigrazione e immigrazione che passano di lì. Ha come obiettivo spiegare il percorso e come le persone lo attraversano, come sono le persone che ci vivono ponendo maggiore attenzione fra quello che era e quello che è oggi.
Il film sarà composto di interviste che porranno l'accetto sugli argomenti citati, momenti di osservazione del contesto e fiction di ricostruzione.
Il film sarà composto di interviste che porranno l'accetto sugli argomenti citati, momenti di osservazione del contesto e fiction di ricostruzione.
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STEP #06: IL NOME DEL LUOGO
PONTE TIBETANO CESANA-CLAVIERE
Fanno da sfondo per tutto il percorso montagne, alberi e le splendide Gorge di San Gervasio dove scorre anche la Piccola Dora.
Un ponte, di per sè, è un manufatto di legno o ferro che serve per permettere l'attraversamento di un percorso. Deriva dal datino "pontem", congenere al greco pontos e patos con i quali ha il significato di passaggio, via, e dalla radice path, andare.
Il termine "tibetano" fa ovviamente riferimento alla nazione del Tibet, regione situata nell'altopiano del Tibet famosa come "il tetto del mondo" dato il paesaggio costituito per lo più da cime molto elevate.
"Ponte tibetano" ,quindi, si riferisce ad un ponte costituito a tre funi, una su cui camminare e due usate come corrimano utili per evitare l'oscillazione della persona stessa. Più le funi sono tese meno si oscilla.
Il termine "tibetano" fa ovviamente riferimento alla nazione del Tibet, regione situata nell'altopiano del Tibet famosa come "il tetto del mondo" dato il paesaggio costituito per lo più da cime molto elevate.
"Ponte tibetano" ,quindi, si riferisce ad un ponte costituito a tre funi, una su cui camminare e due usate come corrimano utili per evitare l'oscillazione della persona stessa. Più le funi sono tese meno si oscilla.
Il ponte tibetano Cesana-Claviere , in particolare, è stato inaugurato nel 2006 si estende tra le città di Claviere e Cesana (da cui prende il nome) ed è considerato il ponte tibetano più lungo del mondo con 544 metri di lunghezza e 30 metri di altezza (anche se si raggiungono quasi gli 80 metri di altezza nell'ultimo ponte).
Il percorso di per sè dura 1 ora e 30 minuti al quale si può aggiungere la visita de "La ferrata del bunker", vecchio bunker sottoterra risalente alla Seconda Guerra Mondiale utilizzato dall'esercito italiano.
Fanno da sfondo per tutto il percorso montagne, alberi e le splendide Gorge di San Gervasio dove scorre anche la Piccola Dora.
Il ponte è stato dedicato a Sergio Bompard, una guida alpina di Bardonecchia scomparsa nel 2006 a causa della malattia.
Siti:
mercoledì 30 ottobre 2019
STEP #04: CITAZIONI
Il mercante di libri maledetti
"La luce meridiana filtrava dalle montagne, rischiarando i pendii e i sentieri della Val di Susa. Al di là della catena rocciosa, da qualche parte, Dominus attendeva con impazienza sue notizie."
Marcello Simoni,Il mercante di libri maledetti,Roma: Newton Compton Editori, 2011, pag.94
"Lasciate alle spalle le mura di Torino, avevano risalito la Dora Riparia fino a raggiungere i sentieri della Val di Susa. Là però trovarono tutte le foresterie, le taverne e persiono i fienili zeppi di pellegrini provenienti dalla via Francigena, e non restò loro che dormire a cielo aperto, ai piedi del monte Pirichiano. Il giorno dopo, in poche ore, avrebbero raggiunto l'abbazia di San Michele della Chiusa."
Marcello Simoni,Il mercante di libri maledetti,Roma: Newton Compton Editori, 2011, pag.94
Una Storia Come Tante
"Quella è la Dora Riparia, uno dei fiumi che bagnano Torino. Mi sporgo dal parapetto di pietra che circonda il piazzale e lo spettacolo che vedo mi toglie il fiato. Milioni di luci brillano laggiù in fondo, come se il firmamento si fosse adagiato sulla terra, come una coperta. Di lato due grandi specchi traslucidi, circondati di tremule fiammelle, riflettono il cielo color carbone: i laghi di Avigliana. Un vento non fortissimo, ma gelido frusta il paesaggio ed il nostro fiato, mentre parliamo, appena esce dalla bocca in nuvolette candide, viene disperso, sfilacciandosi."
Walter Gonzi,Una Storia Come Tante, lulu.com,2012, pag.103
STEP #03: UN LIBRO
Essendo stato costruito nel 2006, non è possibile ritrovare libri che narrano del percorso che adesso è possibile fare se non guide turistiche. Esistono però, dei libri che parlano dell'ambiente che il ponte stesso percorre: il territorio di Val di Susa e la Piccola Dora (Dora Riparia).
https://books.google.it/books?id=pG2uD41DR90C&dq=libri+valle+di+susa&hl=it
UNA STORIA COME TANTE
https://books.google.it/books?id=0JNpAwAAQBAJ&printsec=frontcover&dq=una+storia+come+tante+waler+gonzi&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiMj9yr5sPlAhWmwAIHHcURAa0Q6AEIKzAA#v=onepage&q=una%20storia%20come%20tante%20waler%20gonzi&f=false
IL MERCANTE DI LIBRI MALEDETTI
https://books.google.it/books?id=pG2uD41DR90C&dq=libri+valle+di+susa&hl=it
UNA STORIA COME TANTE
martedì 22 ottobre 2019
STEP #02: LE COSE
La caratteristica principale dei ponti tibetani è la sensazione di libertà dovuta alla sospensione nel vuoto. In tutta la sua lunghezza il percorso attraversa principalmente la Gorge di San Gervasio e il torrente Piccola Dora.
Tutto il percorso è di una bellezza estrema, dovuta unicamente alla natura circostante che fa da sfondo per quest'esperienza unica. Varia sono le "cose" che possono caratterizzarla.
ROCCIA DOLOMITICA
Durante tutto il percorso dei Ponti tibetani, ci si trova immersi in un paesaggio artistico eccezionale dove è la natura fa da sfondo principale. Troviamo molta vegetazione, correnti di fiumi e rocce in ogni punto raggiungibile dall'occhio.
Il tipo di roccia maggiormente presente è appunto la roccia dolomitica, "un tipo di roccia sedimentaria carbonatica costituita principalmente dal minerale dolomite".
Il tipo di roccia maggiormente presente è appunto la roccia dolomitica, "un tipo di roccia sedimentaria carbonatica costituita principalmente dal minerale dolomite".
NODO SOLIDO SEMPLICE
Una vita umana può dipendere da un nodo ben fatto. E' per questo che la seconda cosa necessaria da riportare sono i nodi semplici, tipicamente d'arresto che hanno come scopo principale quello di fissare le funi perché queste non si sfilino. Oltre ciò, ovviamente, ha scopo fondamentale di tenere legato un corpo quando i due capi della fune siano in tensione.
A prescindere dalle utilità principali, è grazie ai nodi che si permette l'unione delle funi che permettono di poter attraversare il ponte e poter godere dell'esperienza.
CASCO
Il casco è forse la cosa più importante e necessaria durante il percorso. Se si è appassionati di arrampicata si può portare il proprio altrimenti la struttura permette di affittare casco e il resto dell'imbracatura ad un prezzo modico.
FONTI
https://it.wikipedia.org/wiki/Dolomia
https://www.cnandora.org/manuali-dei-nodi.html
lunedì 14 ottobre 2019
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